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All'Inferno ci sarà letteralmente il fuoco ardente?



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Fire. Copyrighted, Films for Christ.

In Marco 9, si nota che il Signore Gesù riguardo all'inferno, ripete tre volte, “dove il verme non muore ed il fuoco non si spegne.” Personalmente ora credo che il cavillare e disputare se sia letteralmente fuoco o no, sia una perdita di tempo. Sembra che ci sia una qualche motivazione per affermare che il fuoco non deve necessariamente essere reale, o che il verme a cui si fa riferimento potrebbe essere un errore di stampa ma è interessante però notare che una delle parole usate dalla Bibbia per descrivere l'Inferno sia Geenna, e che questo termine si riferisce ad un cumulo di immondizie che c'era nella valle di Hen dove il fuoco bruciava in continuazione e dove ai vermi e alle larve non mancava mai qualcosa da mangiare, erano sempre vivi, esistevano in continuazione.

Ci sarà letteralmente il fuoco che brucia all'Inferno? Il fatto in questione è che se questo fosse anche un semplice linguaggio simbolico, già così, per me sarebbe sufficientemente brutto ma sicuramente la realtà sarà peggiore del simbolico. Ed il fuoco non è molto divertente. Se tu fossi stato bruciato in malo modo, come lo sono stato io da giovane, non lo dimenticheresti più. E se il Signore sta semplicemente usando un linguaggio simbolico, quanto sarà più terribile la realtà?

Non c'è bisogno del fuoco in se per provare dolore.

Ora, io non credo che la sofferenza fisica sia il peggior tipo di sofferenza. Sappiamo che quando Gesù era sulla croce ricevette una serie di abusi orribili. Fu sputato e deriso. Gli calcarono con forza un giro di spine acuminate sulla testa, gli solcarono il dorso con un gatto-a-nove-code, gli conficcarono dei chiodi e una lancia. Egli fu anche disertato dai suoi propri discepoli. La sofferenza fisica fu grande. Gli strapparono persino la barba dalla faccia. Ma non si sentì mai il Signore Gesù lamentarsi di nessuno di essi. Piuttosto, il culmine della Sua agonia e della Sua sofferenza, fu quando gridò, “Mio Dio, mio Dio perchè mi hai abbandonato?”

Il vero apice della sofferenza per Gesù fu quello di essere stato abbandonato da Dio e lasciato solo. Quella fu una ferita maggiore delle spine e dei cardi e delle lance e dei chiodi e della frusta e degli sputi e di tutto il resto—l'essere abbandonato da Dio.

Onestamente non credo che quelli come noi in quì in America possano rendersi conto o comprendere questo tanto quanto lo possono quei missionari che sono andati nelle zone più primitive del mondo, dove alcuni mi hanno detto che l'oscurità spirituale è così pesante al tatto che si potrebbe tagliarla con un coltello. La presenza Demoniaca il Diavolo ed i poteri delle tenebre si sento in modo penetrante. Non possiamo comprendere appieno ciò che significa essere in un posto dove la pesante atmosfera satanica non è ancora stata spezzata stravolta o in qualche modo penetrata a mezzo della predicazione persistente del Vangelo.

Quando leggiamo nel Vecchio Testamento, “L'anima che pecca morirà” (Ezechiele 18:4), certamente l'intento di quella parola è che l'anima sarà separata. Non si tratta di non-esistenza o annichilazione ma piuttosto di separazione da Dio.

  • La morte fisica è la separazione dell'anima dal corpo.
  • La morte spirituale è la separazione dell'anima da Dio.

Quando Gesù disse, “perchè mi hai abbandonato?” quello fu l'apice della sofferenza.

Photo copyrighted. Courtesy of Films for Christ.

Cosa ricorderà la gente, nell'Ades?

Tornando a Luca 16, alla storia del ricco e di Lazzaro, vorrei accennare che non c'è nessuna indicazione sul fatto che essa sia una parabola. Non inizia come una parabola, ma inizia dicendo che c'era un uomo ricco ed un uomo chiamato specificatamente col nome di Lazzaro. Le parabole di solito non prendono quella svolta. L'uno venne portato nel Seno di Abramo mentre l'altro era una anima perduta che se ne andò in un luogo di punizione e di tormento. Vorrei però farti notare in questa storia che mentre il ricco poi si trovò in eterna condizione senza Dio, senza speranza, la sua memoria però rimase molto viva. Egli disse,“manda Lazzaro a darmi un po di sollievo.” In un altro punto disse, “mandalo dai miei cinque fratelli ad avvisarli che non vengano anche loro in questo luogo di tormento.”

Ogni qualvolta senti qualcuno dire, riguardo ad alcuni membri della loro famiglia i quali non sono stati salvati, “Bene, se Lui o lei sono andati all'Inferno, Io voglio andare là per stare là con loro.” ho una notizia da darvi—essi non vi vogliono là. L' uomo ricco disse, “Vai ad avvisare i miei cinque fratelli affinchè non vengano anche loro in questo posto orribile.” La sua mentalità diventò missionaria e molto evangelistica ma solo un poco in ritardo sui tempi del gioco.

Cosa gli rispose il Signore? “Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la tua vita.” In realtà non penso che sia bisogno di parlare di fuoco. Penso che una delle più orribili, terribili caratteristiche dell'eternità senza Cristo, sia quella di avere la facolta della memoria—per ricordare i culti evangelici dove standotene seduto continuavi a dire “no” a Cristo—per ricordare la tua durezza e freddezza di cuore verso qualcuno che era un testimone— per ricordare la tua indifferenza—per ricordare i programmi, gli incontri nei quali eri preso da commozione e forse le lacrime fuoriscivano dai tuoi occhi e avevi un nodo alla gola, ma dicevi “No!” a Cristo. Non posso pensare a qualcosa di più orribile di quello. “Figlio, ricorda.”

Non c'è bisogno del fuoco per provare dolore. Non c'è bisogno di una sofferenza fisica. È sufficiente essere abbandonato—separato da Dio e da tutto ciò che è buono e di averne ancora il ricordo. Ricordare di una madre e di un padre che pregavano per te e che cercavano di guidarti verso ciò che era giusto. Ci provasti per un po' ma poi decidesti di andare per la tua strada. Non ascoltasti. È una cosa orribile ciò che il ricordo può fare quando siamo fuori da Cristo. “Figlio, ricorda”. È evidente che l'uomo nell'eternità, può vedere e può ricordare. Non c'era bisogno del fuoco per renderlo poco confortevole. Ci sono molti altri fattori che rendono l'Hades e l'inferno per nulla divertente. Essere nell'eternità senza Cristo, quello è poco divertente.

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Translated by: Maurizio Visioli

Autore: Dr. Bruce W. Dunn della Grace Communications. Copyright © 1999, Grace Communications, All Rights Reserved. copie stampate del libretto Hell: Fact or Fiction sono disponibili presso il titolare del copyright.

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