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What’s New? Alcuni pretendono che i testimoni della resurrezione di Cristo devono essere stati soggetti ad allucinazioni o un isterismo di massa: è possibile?





Impressione artistica di Gesù risorto Su una cosa praticamente tutti gli studiosi di qualsiasi scuola sono d'accordo: che i primi discepoli, dentro di sé, erano assolutamente convinti di aver visto il Cristo risorto.[1]

Il messaggio dell'Evangelo cristiano riguardo alla morte e alla resurrezione di Cristo si respira in quasi tutti i documenti del Nuovo Testamento. Dunque, la vera domanda è: come spiegare la loro evidente convinzione? Erano per caso vittime di allucinazioni?

Mentre a prima vista questa tesi potrebbe apparire plausibile, molti fattori contraddicono una simile idea.[2] Per elencarne solo alcuni:

    This article is also available in English: Some claim that witnesses to Christ's resurrection must have been hallucinating or experiencing mass hysteria, is this possible? English Answer
  1. Il grande numero dei testimoni (erano infatti centinaia: 1 Corinzi 15:5-8)…

  2. …e il fatto che coprono l'intera gamma dei tipi di personalità (ad es., Giovanni cap. 20: Pietro, Tommaso, le due Maria, ecc.), contraddicono la teoria delle allucinazioni, le quali, per definizione, non sono esperienze condivise.

  3. Non esistono visioni che appaiono a una folla. Generalmente esse sono viste da una sola persona alla volta, e quella persona deve essere nell'attesa di vederla e in uno stato altamente emotivo. Come dimostra la Bibbia, nessuno dei seguaci di Gesù si aspettava che egli risorgesse dalla tomba. Luca racconta che quando Gesù apparve ai discepoli, "essi, terrorizzati e pieni di paura, pensavano di vedere uno spirito" (Luca 24:37).

  4. Neanche uno scambio di persona potrebbe essere la spiegazione. Certamente i discepoli avrebbero riconosciuto quella persona che era stata con loro ogni giorno da oltre tre anni!

  5. La trasformazione sostanziale, permanente e positiva dello stile di vita di molti dei convertiti smentisce qualsiasi teoria di allucinazioni. Lo studioso ebreo Dr. Pinchas Lipide ha scritto:

      "Se quella banda spaventata di apostoli poteva improvvisamente cambiare da un giorno all'altro in un'impresa missionaria piena di baldanza… allora nessuna visione o allucinazione è sufficiente per spiegare una simile trasformazione rivoluzionaria".[3]

    Seppure Lipide sia un rabbino ebreo-ortodosso che non accetta Gesù come Messia, egli cede davanti alle prove schiaccianti che Gesù deve essere risorto dalla morte.

Dunque, che cosa significa tutto questo?


SEI OBIEZIONI DEGLI SCETTICI fra quelle più spesso sollevate dai critici della resurrezione di Cristo…

  1. La resurrezione di Cristo è un mito, non un fatto storico.

  2. I racconti della Resurrezione sono pieni di contraddizioni.

  3. I miracoli non sono possibili.

  4. La salma fu trafugata.

  5. Gesù era solo svenuto e poi si è ripreso dalle ferite.

  6. I testimoni furono vittime di allucinazioni.



RIFERIMENTI E NOTE

  1. Il rinomato storico dell'antichità classica presso l'università di Oxford, Michael Grant, afferma: "Questi racconti dimostrano che certe persone erano assolutamente convinte che [Gesù era risorto]." [Michael Grant, Jesus: An Historian's Review of the Gospels (Scribner's, 1977), pag. 176. Perfino lo scettico storico Rudolf Bultmann concede che la certezza dei discepoli è un “fatto” in Kerygma and Myth, Vol. I, (SPCK, 1953), pag. 42. Pure uno scettico ardente come John Shelby Spong ammette: "Il cambiamento [nei discepoli] era misurabile ed obiettivo, anche se la causa di tale cambiamento è discussa. [Esso] faceva parte di quella esplosione di potenza del primo secolo che non può essere negata da chiunque studia la storia". [John Shelby Spong, Resurrection: Myth or Reality? (San Francisco: Harper San Francisco, 1994), pag. 26.] [torna]

  2. Peter Kreeft e Ronald Tacelli, Handbook of Christian Apologetics (Downer's Grove, Illinois: InterVarsity Press, 1994), pag. 186 seg. Questo volume cita 14 debolezze fatali alla teoria dell'allucinazione. “Apologetica” non significa chiedere scusa, bensì offrire una difesa ragionata (“apologia”) del cristianesimo (1 Pietro 3:15). [torna]

  3. Pinchas Lipide, The Resurrection of Jesus: A Jewish Perspective (Fortress Press, 1988), pag. 125. [torna]

Tradotto da Geoffrey Allen
Autore: Rev. Gary W. Jensen, M.Div. Editor: Paul S. Taylor, Films for Christ. Presentato da Films for Christ.
Copyright © 1998, tutti i diritti riservati, con le eccezioni elencate nella pagina “Usage and Copyright” che offre agli utenti di ChristianAnswers.Net ampie concessioni per l'uso pratico di questa pagina a casa, nella testimonianza personale, nelle chiese e nelle scuole.

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